Eddie Vedder: Into The Wild

Vi è mai capitato di vivere un momento talmente intenso e nello stesso istante, spingere il vostro cervello a scrivere partiture musicali immaginarie adatte a sottolinearlo? Se è successo non faticherete a capire quale sia lo spirito che muove un disco come Into The Wild, colonna sonora dell’omonimo film di Sean Penn, nonché primo lavoro solista di Eddie Vedder. Un debutto atipico il suo, se si pensa alle solite impellenti motivazioni che spingono i leader di gruppi di successo a cercare vie più personali rispetto a quello che propongono normalmente. Vedder invece si annulla per diventare Chris McCandless, un globetrotter che si è lasciato gli agi della vita moderna alle spalle per ritrovare se stesso lungo le strade degli Stati Uniti. Gli da voce, raccontandolo per farlo vivere in eterno. “A world begins where the road ends, watch me leave it all behind” canta in Far Behind, mentre lunghe notti stellate si alternano a giornate di sole sulla faccia e la gioia si incontra con la paura e la solitudine. Per ogni suo passo posato su asfalti e strade sterrate che si aprono verso nuovi orizzonti, risuonano ruvide ballate acustiche trasportate dal vento che esplodono nell’aria per poi morire in un vecchio furgone abbandonato nelle gelide lande dell’Alaska.
Prodotto da: Adam Kasper, Eddie Vedder
Tracklist: 1. Setting Forth/ 2. No Ceiling/ 3. Far Behind/ 4. Rise/ 5. Long Nights/ 6. Tuolumne/ 7. Hard Sun/ 8. Society/ 9. The Wolf/ 10. End of the Road/ 11. Guaranteed