Aspettando PARANOID PARK // part.2
Drugstore Cowboy
(Drugstore Cowboy, 1989)

Miscelando visioni post-surrealiste ad un sottile sense of humor (finora impensabile parlare di droga con questa ironica consapevolezza), Drugstore Cowboy rappresenta ad oggi il film più “visionario” di Gus Van Sant. Un cocktail tossico perfettamente riuscito, complice anche un Matt Dillon in gran spolvero a cui viene affidato l'intero film, road movie psichico di un cowboy che anziché montare in sella a cavalli selvaggi, decide di domare i propri istinti e di cambiare vita. Lei però, indomita, gli si rivolterà contro assumendo le sembianze di un cappello.
Belli e dannati
(My own private Idaho, 1991)

Shakespeare, Pasolini, Van Gogh e i personaggi del suo primo lungometraggio (Mala Noche) abbandonati ancora una volta sulla strada per questa ballata in re minore che racconta di prostituzione e amicizia. My own private Idaho è un circolo di solitudini in cerca di una riva su cui approdare (che sia un legame forte come quello materno o l’abbraccio pietoso di un cliente) da cui emerge il corpo narcolettico di Mike Waters che si trascina stanco in “strade che non finiranno mai e che probabilmente girano tutte intorno al mondo”
Elephant
(Elephant, 2003)

In una recente intervista Van Sant dice "Non giudico Alex. Lo osservo" riferendosi al protagonista di Paranoid Park. Tuttavia, ripensando a questo straordinario film, non si può non trasfondere questa considerazione ad esso: sarebbe stato facile realizzare un lavoro ricattatorio e intriso di morale, in cui si giudica il tragico quanto spaventoso evento che lo anima (la strage di Columbine). Troppo facile. Van Sant raggira l’ostacolo e osserva con occhio neutro i suoi protagonisti, ci trasporta nei corridoi silenziosi di quella scuola, ci fa quasi toccare ogni persona, respirare con loro, mentre si diventa sempre più un tutt’uno con quegli ambienti dal tempo sospeso. Questo fino a quando i colpi di mitragliatore lacerano quel silenzio e ci si ritrova attoniti, smarriti tra le note di “per Elisa”.
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